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La “Cattiva Digestione” di Verdura e Cereali

Cattiva digestione di verdura. frutta e cereali

Come in tutte le cose, l’esagerazione porta ad un eccesso e l’eccesso si manifesta con un disagio, ed anche una dieta molto ricca di verdura e cereali può causare qualche problema al nostro benessere.

A differenza di quello degli animali ruminanti, il nostro apparato digerente non è in grado di smaltire efficacemente alcune sostanze contenute in verdura e cereali come le fibre alimentari insolubili e l’acido fitico: quella che viene comunemente percepita come “cattiva digestione” della verdura e dei cereali, in realtà è una naturale e fisiologica difficoltà di assorbimento da parte del nostro intestino di queste sostanze.

Le Fibre Alimentari Insolubili

Causa dei problemi che possono insorgere da una dieta esageratamente ricca di vegetali sono la cellulosa e la emicellulosa, delle fibre alimentari insolubili di natura zuccherina che il nostro apparato digerente non è in grado di smaltire e digerire completamente. La funzione delle fibre alimentari insolubili è molto importante poichè, assorbendo molta acqua e non venendo aggredite dall’intestino, contribuiscono ad ingrossare le feci e prevenire la stipsi, motivo per cui in genere si consiglia una dieta ricca di fibre (accompagnate da abbondante acqua, se assunte tramite integratori alimentari) a chi soffre di stitichezza.

Esistono casi in cui, per eccesso di assunzione oppure per intolleranza personale alle fibre, la presenza elevata di verdura e cereali nella nostra dieta quotidiana può causare dolori addominali o meteorismo, tutte conseguenze dell’eccessiva presenza di fibre alimentari insolubili non smaltite e creano uno “stress” al nostro apparato digerente.

L’Acido Fitico

Presente in molti vegetali, ma soprattutto nella crusca e nei semi, l’acido fitico fa anch’esso parte di quelle sostanze che il corpo umano non è in grado di digerire e, quando assunte in quantità elevate, causano problemi alla nostra digestione.

L’acido fitico reagisce chimicamente (tramite un processo chiamato chelazione) con alcuni minerali molto importanti come lo zinco, il ferro, il calcio e il magnesio che vengono “bloccati” e diventano inassorbibili dal nostro organismo. L’acido fitico è considerato un antinutrizionale, cioè che contrasta o impedisce il processo di nutrizione.

L’acido fitico è presente in alimenti come sesamo, arachidi, cacao in polvere, soia, mais e, in misura inferiore, anche nel grano, nel riso e nell’avena. Le capacità dell’acido fitico di reagire chimicamente con i minerali sopra elencati è però notevolmente ridotta dal calore (cottura del cibo) e dalla fermentazione; anche il lungo ammollo in acqua, spesso consigliato per la preparazione dei legumi, contribuisce a diminuirne le proprietà negative.

L’aspetto positivo dell’assunzione di acido fitico è la sua capacità antiossdidante: riducendo la nostra capacità di assorbire il ferro, l’acido fitico diminuisce anche la presenza del radicale libero ossidrile, un agente chimico abbastanza pericoloso che viene prodotto dal nostro organismo in caso di eccessiva assunzione di ferro.

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